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Volume 31 - Anno 2019 - Numero 5

Surveillance of healthcare acquired infections by “alert microorganisms”: preliminary results

OPEN ACCESS


doi:10.7416/ai.2019.2303

di I. Santino, A. Teggi, M. Marangi, M. Montesano, A. Petrucca3, E. Bertamino, A. Zerbetto, F. Sandorfi, M. Iachini, G.B. Orsi

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Background
We evaluated the trend of four years (2015 – 2018) of “alert organisms” surveillance carried out at the 450 bed teaching hospital S. Andrea in Rome

Methods
All patients with an “Alert organism” isolation were screened. In accordance with definitions used by the Centers for Disease Control patients with an “alert organism” isolation were evaluated for infection or colonization, by an infection control team (ICT)

Results
Between April 2015 and December 2018 a total 4,762 specimens with “Alert organism” isolation were screened and 1,601 patients were surveyed and included in the study. Overall 780 (48.8%) patients developed an healthcare acquired infection (HAI) at our institution, whereas 311 (19.4%) entered with a community acquired infection, 254 (15.8%) with an infection acquired in another healthcare setting and 256 (16.0%) resulted simply colonized. The 780 patients who developed an HAI at our institution presented 878 infectious episodes and the isolation of 931 microorganisms. C. difficile infections were the most common (27.2%), followed by 21.3% respiratory tract infections, 16.9% urinary tract infections, 15.5% surgical site infections, 12.5% bloodstream infections, 3.6% ulcers and 3.0% others. Among HAI group Gram negatives (54.1%) were more frequent than Gram positives (45.9%), whereas in patients entering in the hospital already with a community infection Gram positives overpassed Gram negatives (58.7% vs. 41.3%; p<0.001). Most common pathogens responsible for HAI were C. difficile (25.6%), Klebsiella spp. (25.5%), MRSA (19.6%) and Acinetobacter spp. (15.3%). Notably 30.0% HAI at other institutions were represented by C. difficile. Impressively, >40% of community acquired infections were related to MRSA


Conclusion
The present study provided some useful insight into the major multi-resistant pathogens epidemiology at our institution. The Authors succeeded in organizing a multidisciplinary ICT that created a partnership feeling with the hospital personnel



Riassunto

Sorveglianza delle infezioni correlate all’assistenza da “microrganismi alert”: risultati preliminari

Introduzione
È stato condotto uno studio sulla sorveglianza delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) da microrganismi “alert” presso l’ospedale universitario Sant’Andrea di Roma (450 posti letto)

Metodi
Da Aprile 2015 a Dicembre 2018 i pazienti con isolamento di un microrganismo “alert” sono stati valutati. Applicando le definizioni di caso secondo i CDC, lo studio ha considerato i vari tipi d’infezione. L’identificazione di specie è avvenuta mediante sistema Maldi-Tof (Bruker) e la resistenza è stata valutata con il sistema Phoenix BD, secondo le linee guida della European Antimicrobial Resistance Surveillance System (EARSS)

Risultati
Sono stati isolati 4.762 campioni microbiologici e 1.601 pazienti sono stati inclusi nello studio. In totale 780 (48.8%) pazienti hanno sviluppato un’ICA presso il nostro ospedale, 311 (19.4%) un’infezione comunitaria, 254 (15.8%) un’ICA presso un’altra struttura sanitaria e 256 (16.0%) sono risultati semplicemente colonizzati. Nei 780 pazienti che hanno sviluppato un’ICA presso il nostro ospedale si sono verificati 878 episodi infettivi causati da 931 microrganismi. Le infezioni da C. difficile (27,2%) sono state le più comuni, seguite dalle infezioni delle vie respiratorie (21,3%), vie urinarie (16,9%) sito chirurgico (15,5%), setticemie (12,5%), ulcere (3,6%), ed altro (3,0%). Nelle ICA acquisite presso il nostro ospedale i Gram-negativi (54,1%) erano più frequenti dei Gram-positivi (45,9%), mentre nei pazienti con infezioni comunitarie i Gram-positivi superavano nettamente i Gram-negativi (58.7% vs. 41.3%; p<0.001). I patogeni più spesso responsabili delle ICA acquisite presso il nostro ospedale sono stati C. difficile (25,6%), Klebsiella spp. (25,5%), MRSA (19,6%) ed Acinetobacter spp. (15,3%). Da notare che il 30,0% delle ICA acquisite presso un’altra struttura sanitaria era rappresentato da C. difficile. Nelle infezioni comunitarie >40% delle eziologie era da MRSA

Conclusioni
La sorveglianza è indispensabile per conoscere l’epidemiologia dei microrganismi responsabili delle ICA e modulare le politiche di prevenzione più efficaci


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