Background
Healthcare workers are habitually in direct contact with patients, possible carriers of infectious diseases and with potentially infectious biological materials; therefore, the implementation of standard precautions and good working practices represent an intervention strongly recommended by the Centers for Disease Control and Prevention, and required by Italian law, for the prevention of professional cut wounds. The study focused on assessing the exposure frequency and factors related to biological injuries among healthcare workers in a teaching hospital in Palermo, Italy
Methods
We performed a 14-years retrospective descriptive analysis on blood and body fluids exposures in healthcare workers, documented by questionnaires administered at the time of injury and by data collected during the follow-up period. The questionnaire included questions concerning personal data (age, sex), job position (role, employment contract, ward), biological exposure (type of exposure, devices used and circumstance of blood and body fluids exposure), precautions adopted (personal protecting equipment, safety devices) and vaccination status
Results
A total amount of 899 healthcare workers was investigated. The incidence rate per 100 beds was 10.7. Frequency of exposure to blood and body fluids among healthcare workers was 35.3% in nurses, 31.7% in physicians, 17.6% in students. The mean age of injured healthcare workers was 36 years. The most common blood and body fluids exposures were represented by needlestick injury (76.2%), splash and spill (15.0%) and sharp (8.3%). 585 out of 685 percutaneous exposures were caused by needles (syringe, peripheral venous catheter, butterfly needles, etc.) and occurred mainly to nurses (N=224, 38.3%), physicians (N=184, 31.4% of whom resident physicians=122, 20.1% and hospital doctors=62, 10.6%), students (N=96, 16.4%) and auxiliary personnel (N=77, 13.1%). No seroconversion among exposed healthcare workers was recorded in the whole survey period. Twenty-four healthcare workers (2.6%) received post-exposure prophylaxis against Hepatitis B Virus
Conclusion
To our knowledge, this is the first long-term survey on blood and body fluids exposure in Southern Italy. Nurses are the most commonly affected group by biological injuries. Resident physicians and students follow the nurses probably due to a lack of training and experience about biological risk. These last two groups, however, seem to have more awareness of blood and body fluids exposures to which they are susceptible during their training cycle; in fact, they mostly use personal protective equipment compared to other healthcare workers. The blood and body fluids exposures are a preventable and a major occupational hazard in healthcare. This focus highlights the need for interventions to enhance the occupational safety of workers and students
Riassunto
Quattordici anni di sorveglianza degli incidenti occupazionali a rischio biologico tra gli operatori sanitari di un ospedale universitario di Palermo, Italia
Premessa
Gli operatori sanitari sono figure professionali ad alto rischio di esposizione a sangue e fluidi biologici potenzialmente contaminati. Il rischio biologico è intrinseco a tutte le fasi di assistenza sanitaria e di manipolazione di materiali biologici; pertanto, l’implementazione di precauzioni standard e di buone pratiche di lavoro rappresentano un intervento necessario richiesto dalle normative sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e dai Centers for Disease Control USA al fine di prevenire le esposizioni a rischio biologico da punture e ferite da taglio. Lo studio è stato incentrato sulla valutazione della frequenza di esposizione e dei fattori correlati agli incidenti occupazionali occorsi agli operatori sanitari di un ospedale universitario a Palermo, Italia
Metodi
È stata condotta un’analisi descrittiva e retrospettiva della durata di 14 anni delle esposizioni a sangue e fluidi biologici documentate da questionari somministrati al momento dell’infortunio e durante il periodo di follow-up. Il questionario comprendeva domande relative a dati personali (età, sesso), posizione lavorativa (ruolo, contratto di lavoro, reparto, ecc.), modalità di esposizione, precauzioni adottate (dispositivi di protezione individuali, dispositivi di sicurezza) e stato della vaccinazione
Risultati
Il campione oggetto di studio era formato da 899 operatori sanitari infortunati. Il tasso di incidente per 100 letti è stato di 10,7. Tra gli operatori sanitari, la frequenza di esposizione a sangue e fluidi biologici è stata del 35,3% tra gli infermieri, 31,7% tra i medici e del 17,6% tra gli studenti. L’età media degli operatori sanitari infortunati era di 36 anni. Le esposizioni più comuni sono state causate da punture accidentali (76,2%), schizzi e sversamenti (15,0%) e tagli (8,3%). 585 ferite percutanee su 685 (85,4%) sono state causate da aghi (siringa, catetere venoso periferico, aghi a farfalla, ecc.) e sono occorse principalmente ad infermieri (N=224, 38,3%), medici (N=184 o 31,4%, dei quali N=122 o 20,1% in formazione specialistica e N=62 o 10,6% medici ospedalieri), studenti (N=96; 16,4%) e personale ausiliario (N=77; 13,1%). Tra gli operatori sanitari esposti non è stata registrata nessuna sieroconversione. Ventiquattro operatori sanitari hanno ricevuto una profilassi post esposizione contro l’HBV
Conclusioni
Questo è il primo studio a lungo termine sulle esposizioni a rischio biologico in operatori sanitari nel sud Italia. Gli infermieri sono gli operatori sanitari che più frequentemente hanno subito un incidente a rischio biologico, seguiti dai medici in formazione specialistica e dagli allievi infermieri. Nonostante ciò, questi ultimi due gruppi sembrano più consapevoli del rischio a cui sono esposti durante il loro periodo di formazione e addestramento, infatti, risultano il gruppo che maggiormente utilizza i dispositivi di protezione individuale a loro disposizione. Le esposizioni a sangue e fluidi biologici costituiscono un rischio professionale grave ma prevenibile. Questo studio evidenzia la necessità di attuare ulteriori interventi per migliorare la sicurezza sul lavoro degli studenti e degli operatori sanitari in generale