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Volume 161 - Anno 2010 - Numero 2

I mezzi di cura termale nella terapia di malattie di competenza internistica


di A. Fraioli, G. Mennuni, M.Grassi, M. Fontana, S. Nocchi, G. Tanzi, L. Petraccia

Gli AA. svolgono un’ampia rassegna sull’impiego della terapia termale in malattie o sindromi di competenza internistica. Essa si applica in patologie gastroenterologiche, reumatiche, respiratorie, dell’apparato urinario, metaboliche. In gastroenterologia sono impiegate acque minerali nel trattamento di: dispepsia funzionale, malattia da refl usso gastroesofageo, stipsi cronica primitiva, colon irritabile, discinesie delle vie biliari, postumi di colecistectomia. Le acque minerali svolgono la loro attività in rapporto al loro contenuto in sali indissociati, cationi, anioni, oligoelementi, e anche in rapporto a fattori fi sici quali pressione osmotica e temperatura. Molte osservazioni hanno documentato attività di acque minerali sul cosidetto cervello intestinale autonomo (CIA), neuropeptidi, motilità e secrezioni digestive endocrine, esocrine e paracrine e la loro effi cacia curativa secondo i criteri della evidence based medicine. Nelle reumoartropatie l’impiego della fangoterapia e fangobalneoterapia è diretto alla cura delle manifestazioni cliniche dell’osteoartrosi; in corso di FBT sono state evidenziate infl uenze sull’asse diencefalo-ipofi si-surrene, su mediatori del dolore e della fl ogosi. In ricerche cliniche controllate si sono osservati favorevoli effetti su dolore e limitazione funzionale articolare. Nelle BPCO le terapie inalatorie con acque sulfuree e salso-iodiche hanno provocato miglioramento di sintomi quali dispnea, tosse ed espettorazione e di parametri funzionali quale il FEV1. In ambito urinario i migliori risultati sono stati ottenuti nel trattamento e nella prevenzione secondaria dell’urolitiasi con acque oligominerali; in particolar modo delle recidive post-chirurgiche, delle recidive dopo asportazione del calcolo con trattamento percutaneo o ureterorenoscopia, delle recidive dopo litotrissia extracorporea, delle recidive dopo eliminazione spontanea del calcolo. Presupposto perché la prevenzione sia effi cace è che si attui durante tutto l’anno, che la quantità d’acqua minerale non sia inferiore ai 2L/die e che venga ripartita nelle 24 ore. Non trascurabili infi ne sono gli effetti utili di acque minerali bicarbonate e cloruro-sodiche nei dismetabolismi lipidici e dell’acido urico. Clin Ter 2010; 161(2):e63-e79

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