Background
Malnutrition in Intensive Care Unit patients has been associated with worse clinical outcomes such as mortality and length of stay (LOS) in Intensive Care Unit (ICU), and nutritional status of Intensive Care Unit patients in particular seemed to be a significant predictor of mortality. Promptness of clinical nutrition administration is a key of nutritional support whenever volitional intake is unfeasible. Early enteral nutrition is associated with better clinical outcomes (reduced complications, LOS in ICU and in Hospital). The aim of this study is to investigate the nutrition therapy management in a large Academic Hospital, evaluating its effects on mortality and LOS in ICU and in the Hospital
Study design
Data were collected retrospectively from clinical records. Six physicians were trained on the data collection protocol and they reviewed every clinical record of patients included in the survey
Methods
Data of 426 patients admitted to ICUs between November 2016, 1st and April 2017, 30th were collected. A multivariate logistic adjusted regression, with backward variables selection method, was performed in order to identify predictors of enteral and parenteral nutrition conducted within 48 hours after admission to the ICU. The relation between medical nutrition therapy, mortality and LOS in ICU and in the Hospital were also evaluated
Results
Patients were given prompt parenteral and enteral nutrition in 25.12% and 27.46% of cases, respectively. No association was found between medical nutrition therapy and ICU or hospital mortality. Predictors of early enteral nutrition were type of admission and surgery before admission; early parenteral nutrition predictors were gender, ICU (A vs B), impaired immunity status and Central Venous Catheter presence at admission
Conclusion
Our study stresses the need of monitoring nutrition prescribing behaviors in acute hospitals in order to better set up tailored interventions to standardize clinicians’ practices and to focus on specific training targets
Riassunto
La terapia nutrizionale in terapia intensiva: cosa imparare da 6 mesi di osservazione in un grande ospedale universitario?
Background
La malnutrizione nei pazienti in unità di terapia intensiva è associata a peggiori outcome in termini di mortalità e durata della degenza. Una tempestiva gestione della nutrizione clinica è cruciale per il supporto nutrizionale, quando l’assunzione di cibo volontaria non è possibile. La nutrizione enterale precoce è infatti associata a migliori esiti clinici (ridotte complicanze e durata della degenza in unità di terapia intensiva e in ospedale). Lo scopo di questo studio è quello di indagare la gestione della terapia nutrizionale in un Ospedale Universitario, valutandone gli effetti in termini di durata della degenza e mortalità in unità di terapia intensiva e in ospedale
Disegno dello studio
Lo studio è stato condotto tramite valutazione retrospettiva di cartelle cliniche. Sei medici sono stati formati per la procedura di raccolta e valutazione della documentazione clinica relativa ai pazienti arruolati nell’indagine
Metodi
Sono stati raccolti i dati di 426 pazienti ricoverati in unità di terapia intensiva tra il 1 ° novembre 2016 e il 30 aprile 2017. È stata eseguita una regressione logistica multivariata, con metodo di selezione backward, per identificare i predittori clinici correlati all’avvio di nutrizione enterale e parenterale entro 48 ore dall’ammissione in unità di terapia intensiva. È stata inoltre valutata l’associazione della nutrizione con mortalità e durata della degenza sia in unità di terapia intensiva che ospedaliera
Risultati
I pazienti hanno ricevuto una precoce nutrizione parenterale e enterale rispettivamente nel 25,12% e 27,46% dei casi. Non è stata trovata correlazione tra la nutrizione clinica prescritta e la mortalità ospedaliera o in unità di terapia intensiva. I predittori di una nutrizione enterale precoce erano il tipo di ammissione, la chirurgia prima del ricovero; i predittori di nutrizione parenterale precoce: sesso del paziente, unità di terapia intensiva (A vs B), stato immunitario compromesso e catetere venoso centrale presente al momento del ricovero
Conclusioni
Il nostro studio sottolinea la necessità di monitorare i comportamenti di prescrizione nutrizionale negli ospedali per acuti al fine di impostare interventi per la standardizzazione delle pratiche e di individuare obiettivi specifici per la formazione del personale